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Come si è detto si tratta di un’impresa nel settore agro-turistico, che vede la propria ubicazione nella Provincia di Cabo Delgado,(che è la regione più a Nord del Mozambico al confine con la Tanzania e si affaccia sull’Oceano Indiano per circa 800 Km) Distretto di Pemba/Metuge, che si affaccia direttamente sulla splendida baia della città di Pemba che è il capoluogo di Provincia(la Provincia in questione è grande poco meno della metà dell’Italia). Il terreno dell’azienda, 50 ettari, è ubicato a c.ca 30 km. dal capoluogo in prossimità della strada statale Montepuez – Pemba; ha uno sviluppo pianeggiante, con suolo di buona fertilità, con la falda freatica raggiungibile tra 8 e 12 metri di profondità e comunque con un piccolo fiume, il rio Miezi,sul confine aziendale per cui la disponibilità di acqua per l’irrigazione e per uso domestico, è garantita per tutto l’arco dell’anno. Attualmente l’area aziendale è incolta e si presenta con i residui di “antiche”piantagioni di anacardio e mango nonché con la presenza di magnifici esemplari di baobab; di queste piante cercheremo innanzitutto di salvare tutti i baobab presenti, mentre per i vecchi anacardi e manghi la selezione sarà fatta in base alla loro posizione e soprattutto in base alla loro dimensione,cercando di salvare i più imponenti e vecchi. Dei 50 ettari di superficie una ventina saranno coltivati a cereali in rotazione, mais e sorgo, una decina a orticole e una ulteriore decina verrà coltivato l’anacardio. Il mercato a cui proporre il nostro prodotto è essenzialmente quello provinciale con alcuni canali diversificati: per i cereali si prevede sia una vendita al minuto in azienda per le persone che abitano nel distretto e una vendita all’ingrosso ai commercianti del settore; per le produzioni orticole ci sarà sempre il canale per le genti del distretto,mentre per la maggior parte sarà indirizzato alle strutture alberghiere della provincia che sono costrette ad approvvigionarsi in Sudafrica per le quantità e qualità che necessitano con gli oneri ed i problemi di freschezza che ne conseguono; una piccola parte della produzione di orticole,nella fattispecie una varietà di pomodoro,sarà trasformata in azienda in polpa e passata di pomodoro,innescando così una micro attività agro-industriale-conserviera, e anche in questo caso il prodotto sarà destinato alle attività alberghiere e di ristorazione della Provincia. Questi primi 30 ettari saranno in produzione dopo circa 6 mesi dal nostro avviamento e si prevede di ottenere almeno 2 raccolti all’anno con rese ad ettaro di c.ca il 40% inferiori a quelle dell’agricoltura occidentale per i primi 18 mesi,riducendo poi questa percentuale ad un 25% medio nel prosieguo. Discorso a parte invece per l’anacardio: questa pianta,forse non tutti lo sanno, è un albero e come tale ha dei tempi di coltivazione ben diversi dai cereali e dalle orticole; verso la fine del primo anno verranno messi a dimora gli “astoni”di varietà selezionate e precoci che verranno acquistate presso l’Istituto Nazionale dell’Anacardio. Questa decina di ettari di castanha de cajù(nome in portoghese dell’anacardio) verranno poi allevati con le cure culturali necessarie per 3 anni; dopo tale periodo inizierà la fruttificazione. Il raccolto del “cajù”avrà due canali commerciali, da un lato la vendita diretta del prodotto fresco ai commercianti grossisti, dall’altro lato una piccola quantità,si pensa inizialmente al 10- 15% verrà lavorata in azienda (selezione,tostatura, salatura, confezionamento) per essere avviata alla commercializzazione d’esportazione attraverso il canale dell’”Equo e solidale” con il marchio di ”Prodotto Mozambicano”.
La meccanizzazione in azienda sarà inizialmente molto leggera e ci affideremo soprattutto al lavoro manuale; per ciò che concerne i primi grandi lavori, e cioè la pulizia e l’abbattimento delle piante, l’escavazione dei pozzi e le prime lavorazioni del suolo, ci affideremo a terzi fornitori.
Tutte le colture saranno irrigate tramite l’acqua presente in abbondanza nel sottosuolo e resa disponibile con l’ausilio di 2/3 pozzi di captazione; le colture saranno sostentate da concimazioni, sia con prodotti di sintesi chimica sia con prodotti di origine naturale(stallatico) ma con predominanza di questi ultimi che, oltretutto,saranno facilmente ottenibili presso un grande allevamento di bovini situato ad una ventina di km dall’azienda. Questi 2 fattori, acqua e concime,saranno la base dell’ausilio tecnico che vorremmo riuscire a dare ai coltivatori vicini e a coloro che parteciperanno ai corsi di formazione che terremo in azienda gratuitamente;sembra banale e scontato che l’utilizzo dell’acqua e della concimazione siano necessari per le colture,almeno per noi,ma non è così nella loro educazione allo sfruttamento della terra,per cui nella loro tradizione(peraltro diluita da 27 anni di guerra civile)le semine vengono effettuate solo verso la stagione delle piogge,sfruttando ciò che il cielo ti manda, mentre per ciò che concerne le concimazioni….nulla;è ovvio che oltre la tradizione ha un suo perché di notevole spessore anche la mancanza di risorse economiche e di sapere. Oltre a quel poco “sapere” che metteremo a disposizione,vogliamo proporci anche in modo più concreto, ovvero: metteremo a disposizione del seme di specie diverse tra cereali ed orticole che,anziché venirci pagato in denaro verrà barattato con una quantità di prodotto finale equivalente al valore economico del seme fornito; in questo modo si potrebbero cogliere almeno due occasioni: la prima data dalla maggior produzione che potrebbero ottenere con seme certificato,mentre la seconda viene data dalla possibilità di poter offrire il nostro canale commerciale a coloro che vorranno vendere in modo diverso l’eccedenza della loro produzione. Potrebbe divenire uno strumento non invasivo per proporre una forma associazionistica e vedere nel tempo se consolidarla formalmente o meno. Un altro strumento semplice che proporremo per diversificare sia l’alimentazione che le opportunità di fare del piccolo commercio, sarà quello di insegnare ad allevare le api; l’ausilio ci verrà dato da una cooperativa di Maputo(la capitale) che già opera da più di dieci anni nel settore,che fornirà sia il docente che le prime arnie. Dal computo dei 50 ettari aziendali mancano all’appello c.ca 10 ha. che sono quelli destinati alla viabilità interna ed agli edifici e loro aree di pertinenza;le costruzioni riguarderanno le 2 abitazioni dei soci e l’ufficio aziendale, i servizi per i lavoratori, compresa la mensa,il magazzino/officina e l’aula didattica.